Cose che ho fatto questo mese – Volume 3

Martedì 24 luglio 2018

photo boot romantico per G+D

Dopo il primo e il secondo episodio, ti racconto il mio ultimo mese da wedding planner, per portarti una volta di più nel backstage del mio lavoro, sia che tu sia una futura sposa che si interroga sulla possibilità di avere un aiuto professionale o meno (dieci motivi per affidarsi ad un wedding planner te li avevo raccontati qui), sia che tu sia una futura collega curiosa di sapere come funziona questa professione.

Questa per me è una stagione quasi sabbatica, le esigenze familiari hanno portato me e mio marito a decidere di gestire i nostri lavori in modo diverso quindi per quest'anno ho seguito meno coppie del solito.

Una scelta azzeccata perché, nonostante gli imprevisti, sono riuscita a lavorare con la giusta concentrazione per tutti i miei clienti e a non sentirmi sopraffatta dalle cose da fare. Inoltre, ho potuto scegliere una volta di più con chi lavorare e con chi no.

Cerco sempre di seguire coppie con cui percepisco una bella sintonia, ma a maggior ragione quest'anno è stato importante per me avere clienti che mi trasmettessero qualcosa in più.

Così, la mia stagione è ufficialmente iniziata in giugno, quando è finalmente arrivato il giorno di Evy e Andrea. Due ragazzi che vivono a Dublino ma hanno voluto festeggiare la propria unione nella città natale della sposa.

Questo mi ha portato ad organizzare il mio primo matrimonio nel centro di Verona, una città che è stata lo scenario di un bel pezzo della mia vita. Che emozione!

Per una decina di giorni, prima del matrimonio, in questa zona era praticamente tornato l'inverno. Freddo e pioggia non davano tregua, tanto che il giorno prima del matrimonio sono volata in location per un ultimo sopralluogo, temevo davvero di dover far scattare il piano B! Ma, nonostante la pioggia, il terreno rimaneva solido, quindi non ho perso la speranza che il giardino fosse agibile in tempo per allestire il tavolo imperiale in mezzo ai ciliegi come avevo promesso alla sposa.

Il 9 giugno il Veneto si è svegliato sotto ad un sole cocente, così tutto si è svolto come da programma per fortuna. Lavorare con quel caldo incredibile non è stato semplicissimo ma ne è valsa la pensa (a presto le immagini di questo matrimonio molto funky!).

mise en place minacciata dalla pioggia

Nell'ultimo mese sono anche riuscita ad andare in vacanza. Per riuscirci avevo prenotato e pagato il soggiorno già in dicembre, tanto sapevo ne avrei avuto bisogno. Purtroppo la mia settimana al mare si è rivelata un mezzo disastro. Per come sono andate le cose, mi è parso chiaro una volta di più quanto siano le persone quelle che fanno la differenza, nel bene o nel male. Questa teoria non fa eccezione se si parla di matrimoni, avevo approfondito il concetto in questo post.

Passando per un'influenza che ha messo ko me e le mie bimbe, sono arrivata a luglio con un tour de force che mi attendeva al varco.

Sto attenta alle date dei matrimoni prima di accettare un incarico, non voglio due matrimoni nella stessa settimana, ad esempio. Ma per una serie di ragioni, tra cui la disponibilità della location, mi ha portato ad organizzare un matrimonio che ha seguito il precedente di soli cinque giorni.

Non è che la cosa non sia fattibile, basta rimboccarsi le mani in fondo. Solo che dopo un matrimonio, che segue mesi mesi e mesi di pianificazione e una giornata lunga almeno diciotto ore in cui non mi fermo e rilasso mai, ho un calo di tensione notevole, che mi porta a dover rallenatre i ritmi per qualche giorno se voglio recuperare lucidità ed energia.

Ma quest'anno è andata così! Il sabato ero in riva al lago con S+R, con il loro evento ispirato ad un prezioso giardino segreto, e il giovedì mi ritrovavo in mezzo al verde di una location fiabesca, intenta ad allestire un matrimonio romantico e poetico.

Imprevisti? Una crisi della sposa dovuta al poco tatto della sua damigella (organizzerò un corso di empatia per amici e parenti, che ne dici?) e risolta grazie alle mani fatate della mia parrucchiera preferita che ha prontamente cambiato l'acconciatura (scusa G. se racconto questo episodio ma è da manuale :-) ); una sessione di shopping prima di arrivare in location per acquistare metri e metri di teli in plastica per coprire l'allestimento e proteggerlo da piogge improvvise. Il cielo minacciava pioggia ma non volevo cedere al piano B, così sono entrata di corsa in un negozio di fai-da-te e la gente mi guardava come fossi pazza. Ma prevenire è fondamentale (e il cielo ci ha graziato).

Siccome la mia parola dell'anno è “coraggio”, in questo 2018 sto cercando di fare cose che mi portino fuori dalla mia “zona di comfort”, mi sono fatta coraggio e ho messo online le mie prime stories (su Instagram).

Io ed Elena fiori che lavoriamo divertendoci

Puntare l'obiettivo verso me stessa è un gesto innaturale per me, però mi andava di raccontare i momenti che precedono un evento (quando arrivano i fornitori, si allestisce tutto, si corre, si suda, il telefono squilla..) e non c'era altro modo. Sono contenuti che ho salvato nel mio profilo Instagram se ti va di vederli. Mi farebbe piacere sapere cosa ne pensi e se credi che possa sfruttare quel canale per produrre contenuti utili alle spose o alle future wedding planner. Insomma, non mi va di usare lo strumento delle stories per raccontarti cosa ho comprato al supermercato!

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Images Credits:

Sono Valeria Ferrari, wedding planner, e sono qui per organizzare il vostro grande giorno. Leggi di più...

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