Quando ti dicono “Noi odiamo i wedding planner”

Giovedì 12 giugno 2014

quando ti senti un po' come Homer Simpson...

 

Sabato sera, anzi, domenica mattina presto, vista l'ora, mentre ero impegnata a disallestire un matrimonio, inizio a parlare con un giovane cameriere (del quale non farò mai il nome, nemmeno sotto tortura) con il quale avevo interagito per tutto la durata dell'evento, in modo cortese, propositivo, efficace e collaborativo. La giornata era stata impegnativa, gli ospiti erano tantissimi e gestire le esigenze di tutti ha richiesto un plus di attenzione e un discreto dispendio di energie. A un certo punto questo giovane cameriere mi dice che mi deve confessare che “loro odiano quando ai matrimoni ci sono i wedding planner”.

 

Rimango un attimo basita ripensando a quanto mi sono prodigata per non intralciare il lavoro dello staff e anzi sollevarlo da certe responsabilità, mi chiedo se posso essere stata scortese in qualche occasione ma non mi viene in mente nulla del genere, quindi a quel punto mi sembra lecito chiedere il perché di cotanto odio. Temevo di sentirmi raccontare episodi con wedding planner dispotici e incapaci come protagonisti e invece mi sento semplicemente dire che “quando ci sono i wedding planner la lista delle cose da fare si allunga”. “In che senso?”, chiedo di rimando. “Spostare questo, togliere quello, ricordarsi quell'altro...se una sposa ci dice che il colore del matrimonio è il giallo siamo capaci anche noi a mettere delle cose gialle in giro”.

 

Pausa. Lo guardo. Sorrido. Altra pausa. Mi chiedo se è solo stanco o se per caso c'era un suo sosia a lavorare durante la serata. Gli spiego brevemente che spesso, chi assume un wedding planner, non ha tempo di spiegare a loro come personalizzare una location o integrare la loro proposta e poi chiudo lì il discorso. Mi dispiace che dopo 17 ore di lavoro durante le quali ho corso da una parte all'altra, qualcuno pensi che abbia solo appeso qualche cartoncino ad un tableau.

 

Quello che succede durante il giorno del matrimonio è l'esito finale di un lavoro iniziato spesso molti mesi prima, un periodo di tempo in cui un wedding planner è stato a fianco degli sposi ascoltandoli, consigliandoli e seguendoli, senza orari, senza riserve. Nella fattispecie, il lavoro per questo matrimonio è stato molto fisico, oltre alle normali mansioni organizzative, mi sono occupata di creare gli allestimenti, anche scartavetrando e colorando numerose cassette di legno...ma del resto questo anche il cameriere di cui sopra lo avrebbe fatto, no?

 

Personalmente, i miei scatoloni li scarico da sola, se ci sono mobili da spostare mi arrangio (o mi rivolgo al mio prezioso aiutante), non chiedo a nessuno di fare cose al posto mio, allestisco in modo autonomo e quando ho finito mi metto a disposizione del direttore di sala, chiedendo come posso aiutare e come possiamo gestire insieme alcune situazioni. Non sono certo una persona che vuole comandare a casa di altri!

 

Poi certo, i miei clienti sono gli sposi e devo accertarmi che tutto sia eseguito secondo i loro desideri, sia che io condivida i loro gusti o meno. Faccio rispettare il contratto e gli accordi, ci sono momenti in cui sollecito un'accelerazione del servizio, ma come potrei rendere soddisfatti i miei clienti se non lo facessi? Non chiedo che un wedding planner sia accolto con un tappeto rosso da chi si trova a collaborarci durante un evento, ma sentirmi dire che si “odia” una presenza del genere e sminuire così il suo operato non è un po' troppo?

 

D'altra parte, se gli sposi fossero stati certi al 100% di un certo tipo di risultato o non avessero avuto l'esigenza di avere qualcuno a supervisionare il loro matrimonio, non avrebbero contattato un wedding planner. Inoltre, se è vero che lo staff di un ristorante è in grado di accontentare una sposa che desidera un allestimento particolare mi chiedo: quando se ne potrebbero occupare? In questo caso, dopo il buffet di benvenuto, ho allestito il giardino in gran segreto mentre gli ospiti pranzavano, chi dello staff avrebbe potuto fare lo stesso?

 

Anche io ho fatto la cameriera, anche io ho servito a dei matrimoni, so benissimo quanto ci sia da correre durante una giornata del genere (specialmente quella di sabato che era infinita!), ma io come wedding planner mi trovo tra due fuochi: accontentare i miei clienti e i loro ospiti, che vorrebbero non smettere mai di festeggiare, e lo staff della location che ci ospita, che vorrebbe gestire tutto secondo le proprie consolidate abitudini e, dopo ore di servizio, deve continuare ad accontentare persone che hanno voglia di divertirsi mentre invece in loro la stanchezza si fa sentire.

 

Io devo riuscire a mediare tra queste due parti, ci metto tatto e diplomazia, ma rimango dell'opinione che i sovrani di tutto restino gli sposi, per i quali ci metto tutto quello che posso per far vivere loro un giorno indimenticabile, anche a costo di sentirmi dire che qualcuno “mi odia”.  

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Images Credits: google

Sono Valeria Ferrari, wedding planner, e sono qui per organizzare il vostro grande giorno. Leggi di più...

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